Pietro Bucciarelli

Pietro Bucciarelli

Dosio Vigneti, Regione Serradenari 6, La Morra

Il cerchio è stato da sempre considerato, sin dalle culture più a antiche, come una delle principali forme archetipe. Legato al principio originario della relazione dell’uomo con il Tutto, a questa figura geometrica è stato attribuito un profondo e sfaccettato significato simbolico.

Nel progetto Uroboros di Giulia Vanelli, la fotografa ha rintracciato nelle Langhe elementi distintivi del territorio che si legassero a questa forma geometrica. Prendendo come pretesto simbolico la sfericità dell’acino d’uva, elemento primo alla base dell’indotto storico-culturale ed economico dell’area, la fotografa ha condotto una ricerca su due distinti piani formali ma in connessione tra loro: da una parte l’idea archetipa del cerchio con il suo carico simbolico, e dall’altra il riflesso di questo sulle cose terrene. Partendo dall’idea del cerchio come simbolo di un eterno ritorno del tempo e delle stagioni, a cui è strettamente legata la cultura vitivinicola, la fotografa ha trovato nella relazione tra la forma cilindrica di alcune strutture e oggetti, e nella sfericità delle conformazioni naturali del terreno, lo spunto per offrirci un’ulteriore e più profonda lettura di significato della realtà, riassunta in una serie di still life che completano il progetto.

Pietro Bucciarelli
Pietro Bucciarelli
Pietro Bucciarelli
Pietro Bucciarelli è un fotografo italiano classe 1998. La sua ricerca visiva è volta a trovare risposte estetiche ricche di significati diversi. A volte esplicito, a volte il risultato di bugie, favole e sogni. Dopo un breve periodo presso Cesura come assistente studio, ha completato una residenza artistica presso Fabrica (Communication Research Center Benetton) da settembre 2021 a febbraio 2022. A Treviso ha continuato fino a luglio 2022 come assistente/fotografo presso Benetton, continuando comunque a sviluppando anche i suoi progetti personali. Alcuni suoi lavori sono stati pubblicati su diverse riviste come i-D, Perimetro, Yogurt Magazine, T-Mag, C41, FotoRoom, Decalogue magazine, Splash & Grab, L'essenziale Studio Journal, e inCf magazine. Nel 2020 è stato selezionato in “Italia '90” (Condominio) con il progetto “Breve storiella di una persona scomparsa e ritrovata stanca sulla luna rossa”. Nel 2021 finisce di stampare "Sognacci", il suo primo manichino fotografico, frutto di un anno di sogni lucidi. Nel 2022 presenta la sua installazione "Azione del tempo in tre atti" nella mostra "Later came early”. Nel 2022 è stato finalista al FE+SK Book Award (Fotografia Europea + Skinnerboox) con il progetto “Learning how to hide”.